Archive for the 'World' Category

Flu

Friday, November 25th, 2011





Influenzavirus visualization.
Made with Processing.

Anche quest’anno un piccolo ed aggressivo virus mi ha messo a tappeto per un paio di giorni; ma come sarà fatto, che aspetto avrà mai? Ecco come possono apparire questi mostruosi rompiballe… ma intanto sono già guarito, tiè.

Ma è di questi giorni la notizia che l’Università Erasmus Medical Center di Rotterdam, sia in procinto di pubblicare i risultati di uno studio effettuato sul virus H5N1 (il virus dell’aviaria o bird flu). I ricercatori di una delle più importanti Università olandesi hanno scoperto che H5N1 potrebbe rapidamente modificarsi in una forma altamente contagiosa per l’uomo, e lo hanno dimostrato testandone una versione modificata su dei furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello umano. Il virus creato nei super laboatori di Erasmus MC è ora trasmissibile per via aerea, basta cioè uno starnuto per propagarlo da uomo a uomo (fino ad ora, in natura, il contagio avviene solo da volatile a uomo: mangiandone le uova o le carni non cotte o mal cotte, lavorando in un pollaio con animali infetti, e toccandoli). Questa mutazione genetica può avvenire in natura (per ora non è ancora successo) ma conoscere quale sia la mutazione che lo renderebbe devastante ci può aiutare a combatterlo in caso di pandemia; possiamo tenerlo d’occhio e vedere se con l’insorgere dei prossimi focolai (è già in atto un nuovo focolaio in Vietnam), questo si stia modificando nella direzione che temiamo. Lo studio è stato effettuato col contributo del ministero per l’ambiente e per le infrastrutture olandesi, ed in parte commissionato dall’ American National Institutes of Health. La polemica è forte anche sul piano della pubblicazione di questi studi: c’è chi pensa che sia una pessima idea rendere pubblici gli step necessari a renderlo il virus che potrebbe spazzare via il 60% della popolazione umana; ricordiamoci che un virus del genere può essere usato come arma di distruzione di massa. Paura? Beh io riporto solo la notizia, anche perchè per caso è uscita proprio oggi che pubblico questi mostriciattoli 3D. Coincidenze?

the ITER project

Wednesday, March 23rd, 2011

A cutaway view of the future ITER Tokamak. Roll over the image to pan and zoom with miniZoomPan.
Image © ITER Organization.

Imagine if we could count on a limitless source of electricity for our houses, hospitals, cities, nations. The International Tokamak Experimental Reactor (ITER) is a research and engineering project that aims at making this a reality.

Working to translate today’s studies of plasma physics into tomorrow’s electricity-producing fusion plants, ITER addresses one of the key challenges that our civilization will have to face over the next decades: how to provide sufficient, clean energy in the context of diminishing fossil resources and increasing demand for energy.

The ITER Tokamak chamber will be twice as large as any previous tokamak, with a plasma volume of 830 cubic meters. In the subsequent fusion plant prototype DEMO and in future industrial fusion installations, the heat resulting from the fusion will be used to produce steam and—by way of turbines and alternators—electricity.


© Dale Hayward, lamoustache.ca on Vimeo.

Although safe nuclear energy should be the solution for our future needs in therms of electricity, probably we’ll never benefit of the new nuclear safe plants because in reality the tar sands boom has quickly become the world’s largest industrialized project in human history.

Fukushima Daiichi

Friday, March 11th, 2011


The Fukushima Nuclear Accident.
Fukushima Nuclear Accident Update Log

WikiLeaks

Tuesday, November 30th, 2010


Wikileaks.org (Chissà che c’è sotto).
© Giannelli - Corriere della Sera.

On Sunday 28th Novembre 2010, WikiLeaks began publishing 251,287 leaked United States embassy cables, the largest set of confidential documents ever to be released into the public domain.
Now the question is: are they doing the right thing? I’d say not-at-all. It is too early to say precisely what damage the WikiLeaks revelations will do but in my opinion they will contribute to make this world - at least - more chaotic.

the Deepwater Horizon incident

Friday, June 4th, 2010

Il 20 aprile 2010, per cause ancora da chiarire per ciò che concerne le responsabilità, nel Golfo del Messico si sono verificate l’esplosione ed il conseguente affondamento della piattaforma petrolifera off shore Deepwater Horizon di proprietà di British Petroleum (5.20 miliardi di dollari di profitti nel primo quadrimestre 2010).


The oil leak near the wellhead surface location (28.73756°, -88.36166°)
Image source: www.geoplatform.gov/gulfresponse/ - Mosaic Aerial Images

La falla, apertasi sul fondale sabbioso a 1700 metri per la rottura di un tubo é alimentata dal giacimento posto 1500 più in fondo. Il pozzo è finito fuori controllo a causa del mancato funzionamento dei sistemi automatici di interruzione del flusso (BOP) ed ha riversato in mare - fino ad oggi - 35/40 milioni di galloni di greggio (150 milioni di litri) al ritmo di 35/60 mila barili al giorno (sono in corso test per cercare di capire l’entità della perdita) causando uno tra i più gravi incidenti petroliferi che l’umanità abbia mai dovuto affrontare, e che abbia mai causato. Va detto che ci sono stati altri incidenti in passato (nel 1989 un’altra piattaforma off shore e sempre nel Golfo del Messico, (la Ixtoc I) riversò 150 milioni di barili di petrolio in acqua e ci vollero 10 mesi per fermare la perdita), mentre la Exxon Valdez sempre nell’89 riversò in mare il suo carico di circa 40 milioni di litri in seguito alla collisione con un reef sulla costa della Bligh Island in Alaska, ma mai si era verificata una falla a queste profondità, dove con 150 atmosfere di pressione, possono operare soltanto mezzi comandati dalla superficie. Se i dati sulla quantità di greggio che fuoriesce giornalmente dal pozzo fosse rivisto in positivo (probabile), cioè confermando una perdita di 60 mila barili al giorno, si avrebbe una quantià di greggio disperso che é pari a quello della Exxon Valdez, ogni 4-6 giorni. BP potrebbe trovarsi alla fine a dover pagare centinaia di milardi di dollari tra risarcimenti e costi di gestione della situazione (trivellazioni, nuovi sistemi di contenimento, ripulitura coste).

Ci sono buone possibilità che l’operazione ‘top-cap’ si concluda con un parziale successo ed in ogni caso se entro agosto i due pozzi attualmente in costruzione non riusciranno ad intercettare il condotto all’altezza del giacimento (operazione molto difficile da portare a termine con successo), potremmo veder sgorgare il petrolio per anni; il geologo Jill Schneiderman ha rinominato l’incidente il pozzo di Pandora; per allora potrebbero essersi riversati in mare altri 200-400 milioni di litri, se tutto va male, ed inoltre il grosso del greggio non sale in superficie ma resta sul fondale sotto forma di gigantesche chiazze spesse decine di metri, larghe kilometri. Sul sito di British Petroleum (che ad oggi ha speso 1 miliardo di dollari solo per le operazioni) si posso seguire in diretta le operazioni dalle telecamere montate sui 12 ROVs (remote operated vehicles); BP sta inoltre costruendo un enorme ‘barile’ di contenimento collegato ad una dozzina di superpompe che verrà posto sopra al blow out preventer (BOP) fallato ma non ho capito se verrà calato sul fondo.


June 2 2010, 12:43 pm CDT.
The oil spill as seen by the Skandi ROV2, holding its position at -1484m on top of the failed blow out preventer.

Ma quando la smetteremo di trivellare, di sporcare, di consumare, di distruggere, di mentire? Abbiamo un solo mare, un solo cielo, e facciamo finta che non sia così; da giorni seguo con grande apprensione, grazie ai vari live feeds, le operazioni di contenimento della falla ma più le guardo e più penso che siamo piccoli, presuntuosi, aggressivi e irresponsabili; guardo le ‘braccine’ di quei ROV, sballottati dalla corrente generata dal geyser di petrolio e gas mentre cercano di avvitare un bullone, o segare un tubo, e mi chiedo se riusciranno a porre fine al disastro prima di agosto e quali saranno le conseguenze se il petrolio dovesse essere trasportato dalle correnti atlantiche (di superficie) fino in Europa.

June 23, 2010 - 12:48 p.m. ET
La stima per eccesso (ma certamente vicina alla realtà) parla di 8.750.000 litri di petrolio riversati ogni giorno. BP ha dovuto momentaneamente rimuovere il lower marine riser package (LMRP) cap containment system (che almeno conteneva minimamente la perdita) per problemi tecnici dovuti alla collisione tra uno dei ROV ed il sistema di pompaggio di acqua calda, che serve ad evitare la formazione di cristalli di ghiaccio nel sistema di recupero parziale.

July 5, 2010.
Nel Golfo del Messico é iniziata la stagione degli uragani e per BP aumentano i ritardi e le difficoltà nella raccolta del greggio in superficie, mentre a -1500m il pozzo continua ad alimentare una marea nerissima - di Naomi Klein, l’Espresso.

July 13, 2010.
BP mostra un cauto ottimismo, e speriamo abbia ragione nonostante l’ormai obbligatoria premessa che “the sealing cap system never before has been deployed at these depths or under these conditions, and its efficiency and ability to contain the oil and gas cannot be assured”. Il nuovo sealing cap é incorso di assemblaggio; devono poi iniziare i test per vedere se davvero si riesce a bloccare la falla; durante le operazioni di assemblaggio di questo nuovo cap e nel rimuovere il ‘vecchio’ lower marine riser package (LMRP) containment cap si é reso necessario lasciare il pozzo completamente aperto mentre il geyser di gas e petrolio riversa nell’oceano 60.000 barili al giorno.

July 16, 2010.
La falla é chiusa.


July 15 2010, 6:00pm CDT, 12:43 pm CDT.
The well integrity test on the MC252 well commenced today; full closure of the choke valve occurred at approximately 2:25pm.

Per la prima volta, dopo 86 giorni di disastri la falla sembra essere chiusa. In realtà la chiusura delle valvole di questo nuovo ‘tappo’ da 75 tonnellate il cui risultato più evidente é la totale assenza di fuoriuscita di greggio in acqua, rappresenta l’inizio di una serie di test per verificare la tenuta del sistema di contenimento e la pressione nella falla. Se la pressione non sale agli 8-900 psi previsti significa che qualcosa non va come dovrebbe; mi spiego. Il petrolio è liquido e il liquido non è comprimibile. Se mettiamo un tappo su di un tubo, la pressione (se il tappo regge) si stabilizza quasi subito poichè l’acqua - o il liquido - non potendo essere ulteriormente compresso, resta bloccato stabilizzandosi ad una certa elevata pressione. Al momento, dai test in corso, la pressione sta salendo ma non ha raggiunto i livelli sperati. Questo potrebbe, ma non vuol dire di certo, che il condotto che porta petrolio dal giacimento posto a 1500 metri oltre il fondo marino al blow out preventer fallato, potrebbe dico potrebbe essersi rotto. Speriamo di no, è presto per dirlo e comunque finchè la pressione sale e non scende è buon segno. Incrociamo le dita.

August 4, 2010.
Ha funzionato. E continua a reggere. Ieri BP ha annunciato di aver iniettato nel pozzo, per otto ore, fanghi ad alta pressione. Questi fanghi ora esercitano una contro-pressione idrostatica mentre i due relief wells continuano a venir scavati e dovrebbero intercettare il pozzo per la metà del mese corrente.

Financial System Breakdowns

Friday, October 10th, 2008
Financial System Breakdowns

Eh si, siamo in mezzo a una tempesta e probabilmente il peggio non è ancora arrivato; molti paesi sono sull’orlo della recessione economica o già ci sono dentro. Voglio scrivere quello che credo di aver capito sul perchè attraversiamo una cosidetta crisi finanziaria globale, e come la crisi dei mutui subprime ha investito l’economia degli Stati Uniti e come si è trasmessa la crisi da li a qui.

I Subprime sono dei mutui concessi a clienti ad alto rischio di insolvenza; tutto è cominciato negli US dopo il 2001, quando le banche hanno iniziato a sottovalutare i rischi del concedere prestiti a tassi molto bassi a persone (quindi ad un numero sempre maggiore di clienti, ovviamente) con alta probabilità di insolvenza. Una catastrofe finanziaria alla quale bisogna legare anche la drammaticità di migliaia di famiglie americane che non riuscendo a onorare il proprio debito si trovano senza una casa.

Ma il nocciolo della questione è che molti di questi finanziamenti, una volta concessi dalle società finanziarie, venivano istantaneamente girati alle banche, che li usavano come base per emettere titoli da collocare sul mercato; questa situazione ha investito le banche europee perchè per 6-7 anni hanno venduto ai clienti o si sono comprati fra loro questi titoli… nel caso di mancato pagamento dei debiti (ed è successo), si innesca tutto un meccanismo di insolvenze (clienti vs banche, banche vs banche, banche vs clienti… in tutto il mondo perchè il mercato è globale) e per questo sono a tutt’oggi fallite oltre 23 società specializzate nel settore; inoltre, a fronte dell’enorme massa debitoria accumulata, non c’è da sperare bene per il medio periodo.

E per navigare la tempesta? Si stà fermi. Non è il momento di acquistare/vendere nulla; tra l’altro, probabilmente, questa crisi farà abbassare il costo del denaro e quindi quando la crisi passerà (perchè passerà) accendere un mutuo forse sarà più vantaggioso: è meglio avere un pò d’inflazione che strozzinare la gente che tanto non ti paga.

SpaceShipTwo

Monday, February 11th, 2008

Se avete 200.000 dollari da spendere in ‘viaggi’, potete prenotarvi un volo sub orbitale (100.000 metri di altitudine) dal sito Virgin Galactic; partenza in un paio d’anni.

Sono passati quasi quattro anni dal 4 ottobre 2004, giorno in cui lo Space Ship One (Mojave Aerospace Ventures team - Scaled Composites) vinse il premio Ansari X Prize; il concorso, con premio finale di 10 milioni di dollari, fu indetto con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di tecnologie finalizzate alla nascita del turismo spaziale, così come prima lo fu per l’aeronautica con l’ Orteig Prize, nel 1919; squadre di pionieri e visionari da tutto il mondo si sono cimentate in questa avvincente gara caratterizzata da tre semplici regole: costruire e lanciare una navetta spaziale riutilizzabile ad almeno 100 mila metri di quota, con 3 persone a bordo e poi ripetere il volo entro 15 giorni.

  • SpaceShipOne approaching Mach4
  • SpaceShipTwo (1)
  • SpaceShipTwo (2)
  • SpaceShipTwo (3)
  • SS1 Release
  • SS1 Apogee
  • SpaceShipOne re-entry (1)
  • SpaceShipOne re-entry (2)
  • SpaceShipOne cabin view
  • SpaceShipOne and White Knight
  • Sir Richard Branson and SS2
SpaceShipOne (SS1) is a suborbital spaceplane for carrying future space tourists. © Scaled Composites, Virgin Galactic
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L’ americana Scaled Composites vinse l’X Prize con lo SpaceShipOne, un’incredibile navetta trasportata e sganciata a 12 mila metri dalla sua “mother-ship”, un twin-jet dal design avveniristico chiamato WhiteKnight;

SpaceShipOne ha una propulsione a razzo ibrida (combustibile solido + liquido/gassoso) che lo spinge fino a Mach4 portandolo da 12.000 a 70.000 metri di quota in 85-90 secondi; a questo punto il motore si spenge per esaurimento del combustibile (burn out) e per inerzia SS1 continua fino all’ apogeo, ad una quota di 100-110.000 metri; esaurita la spinta e per effetto dell’attrazione gravitazionale, inizia un sicuro rientro in atmosfera, fase nella quale grazie ad un originalissimo sistema detto “feathering re-entry” (ottenuto con una variazione del profilo alare, in cui la metà posteriore delle ali si piega fino ad un angolo di 90 gradi), SpaceShipOne rientra con la pancia verso il basso, scendendo in verticale; questo sistema, permettendo una progressiva ed efficace decelerazione sin dagli strati più alti dell’atmosfera (la velocità di discesa arriva a Mach3 nei primi 50-60 mila metri di rientro), diminuisce il carico aerodinamico e le temperature sulla struttura stessa agevolando un rientro “hands free” in quanto il sistema si auto-stabilizza per effetto del drag atmosferico; man mano che l’atmosfera diventa più densa viene progressivamente diminuita l’inclinazione della porzione posteriore dell’ ala che ritorna lentamente in posizione orizzontale (a circa 30 mila metri), conferendo sempre più portanza alla navetta che può così guadagnarsi una lunga planata (16-20 minuti) verso la pista, dove atterra morbida sui carrelli (tipo Shuttle).

Scaled Composites é ora di proprietà della Northrop Grumman, ed é impegnata dal 1982 nel design di aerei sperimentali (concept aircraft); é nota nel mondo per l’uso di materiali non metallici (compositi) e per la visione pionieristica del suo fondatore Burt Rutan.

SpaceShipOne è stato il primo mezzo finanziato privatamente a raggiungere i 100 mila metri di altitudine volando a 3 volte la velocità del suono (ha battuto tutti i record raggiunti negli anni ‘60 dal programma militare statunitense X-15) ed il primo a farlo con costi di gestione talmente contenuti da poter ripetere il volo in pochi giorni. Le sensazioni a bordo non devono essere diverse da quelle che provano i “veri” astronauti: a cento mila metri c’è assenza di gravità, fuori è nero e si vede perfettamente la curvatura terrestre caratterizzata da quel blu cobalto dell’atmosfera… bello eh?

Ecco questo é lo “space-tourism”, e oggi solo Virgin Galactic ha in catalogo un simile giretto. Certo, non é per tutti come un low-cost Roma-Londra, e il pranzo non si serve in volo, ma nel tempo i prezzi si abbasseranno. E’ ragionevole pensare che fra 10 anni il prezzo sarà sceso della metà.

Finanziata direttamente per questo progetto - ed esclusivamente - da Sir Richard Branson (Virgin) per circa 21milioni di dollari, la Scaled Composites ha venduto il brevetto dello SS1 al suddetto, ed insieme stanno costruendo lo SpaceShipTwo ed il nuovo carrier-aircraft WhiteKnightTwo.

I am very excited to have agreed the terms on which we can now move forward to develop the world’s-first commercial, passenger-carrying Spaceships. This will truly herald an era of personal spaceflight first described by the visionary science fiction writers of the 1940’s and 1950’s.
— Burt Rutan, Scaled Composites

La nuova navetta spaziale targata Virgin Galactic sarà grande il doppio di SS1; sganciandosi dal suo aereo-carrier ad un’altezza di 14 mila metri, catapulterà in una manciata di secondi 6 passeggeri e due piloti fino all’incredibile quota di 110 mila metri, dritto-per-dritto in verticale a 4200 Km/h! Si apre ufficialmente l’era del turismo spaziale con i primi voli dallo spazio-porto nel deserto del Mojave (California) entro il 2010.

Ipertermia indotta da radiofrequenza…

Wednesday, September 12th, 2007

Tradotto: l’acqua di mare può incendiarsi.
Si ma stavolta non dipende dall’inquinamento nè ha a che fare con il global warming. Si tratta infatti, secondo il chimico Rustum Roy, della più importante scoperta nel campo dell’acqua degli ultimi 100 anni.

  • un bicchiere di acqua di mare
  • la macchina per radioterapia
  • ossigeno e idrogeno si scindono generando una combustione
  • ancora combustione
  • combustione
  • combustione
  • Mr. John Kanzius
Possible energy source: burning seawater. Cancer researcher discovers hydrogen from salt water can be “burned” by radio frequencies (CBS News)
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La storia è questa: nell’estate di quest’anno il pensionato e inventore John Kanzius, con un semplice apparecchio per la radioterapia, ha scoperto la possibilità di incendiare l’acqua salata. Il calore sviluppato era di 1700 gradi Centigradi! Come per la maggior parte delle scoperte, anche questa è avvenuta per caso: le onde radio ad una certa frequenza, permettono di rompere i legami molecolari e fanno scindere ossigeno e idrogeno generando una combustione (eh… dice che lo fanno, fidatevi); una volta incendiato, l’idrogeno brucia finchè rimane esposto alle frequenze.

This is the most abundant element in the world. It is everywhere. We will get our ideas together and check this out and see where it leads, the potential is huge.
— Rustum Roy

Ora si apre la fase delle verifiche in laboratorio, dei finanziamenti, ma se tutto (come già è stato già confermato) verrà ulteriormente investigato, potrebbe essere un’altra fonte di energia a zero emissioni, rinnovabile, praticamente infinita.
Beh, andava annotato.

Source: CBS News

Noi non ci muoviamo… per almeno fino alla fine del “mio” mandato

Monday, July 30th, 2007

No, non lo dice uno qualsiasi dei nostri italici politicanti - ma potrebbe averlo detto Mastella, a pensarci.

G.W. Bush

Oggi il primo incontro, con relativa conferenza stampa tra George W. Bush (USA) e Gordon Brown a Camp David dopo l’uscita di Tony Blair dal governo Inglese. Bush: “la guerra in Iraq durerà a lungo” e “Brown resterà al mio fianco”. Una frase che ribadisce “l’impegno” unilaterale delle forze militari sul campo iracheno. Era ovvio, ora chissà cosa ne pensa la controparte.

La situazione si farà sempre più seria, ed hanno anche dichiarato di “essere d’accordo nel chiedere nuove sanzioni contro l’Iran, per impedire l’avanzamento del progetto nucleare di quel paese”.

E’ chiaro che l’uso improprio - in Iran é evidentemente mascherato da una “lecita” necessità energetica, e quindi, in pratica… noi gli puoi dir niente - di sostanze pericolose, radioattive e tossiche da parte degli esponenti del filone jihadista a livello globale, effettivamente è un gravissimo problema e questi ’signori’ potrebbero combinarne qualcuna proprio grossa con conseguente reazione ‘nucleare’ della parte ‘lesa’.

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What Barry says.
© 2004 knife-party.net

Insomma l’incontro di oggi è una chiara dichiarazione: “noi non ci muoviamo per almeno fino alla fine del mio mandato”. E speriamo che la mano non gli sfugga, sui comandi.

new World Rail Speed Record

Tuesday, April 3rd, 2007

Le ferrovie francesi hanno stabilito il nuovo record mondiale di velocità su rotaia raggiungendo i 574,8 km orari con un Tgv speciale. Il record è stato segnato sulla nuova linea East European LGV; di potenza doppia rispetto al Tgv normale, la vettura denominata V150 e costruita da Alstom ha ampiamente battuto il precedente record di 515,3 chilometri orari stabilito il 18 maggio 1990 da un Tgv francese tra Parigi e Tours.

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574,8 Km/h is the new world rail speed record set at 13:13 on April 3rd, 2007 by a Tgv V150

In Italia vuoi per le condizioni geo-morfologiche, vuoi per i soldi che si mangiano quelli in poltrona a Roma, non avremo mai un treno del genere. Un mio amico mi faceva notare che però l’ETR (Eurostar) che abbiamo noi potrebbe andare anche più veloce di quanto va, ma mancano le infrastrutture cioè linee veloci. Comunque, ormai abbiamo un gap tale con altri Paesi della UE che non credo riusciremo mai a riprenderci… boh(?!)